Lo screening DSA a scuola

I casi sospetti possono essere individuati attraverso uno screening, che non è una diagnosi, ma può indirizzare verso una diagnosi. "Con il termine screening si intende una metodologia di rilevazione che è in grado di predire un disturbo sulla base della presenza di un segno critico selezionato in precedenza (test predittivo)...
Lo screening non ha le pretese di evidenziare in modo inequivocabile un disturbo, ma di individuare, con buon livello di attendibilità, i soggetti a rischio di un determinato disturbo.
Non si tratta di effettuare una diagnosi, ma piuttosto di indirizzare ad uno studio diagnostico una popolazione che presenta alcuni indici caratterizzanti. Per essere efficace un test di screening deve essere semplice, rapido da somministrare e poco costoso, sia in termini di strumentazione che di impiego di risorse specialistiche"
. (A. Paoletti, G. Stella, "Indici qualitativi di rischio negli screening sui disturbi specifici di apprendimento", "Dislessia", vol. I, gennaio 2008).

Chi deve somministrare nelle scuole test di screening
Le attività di screening possono giocare un ruolo significativo nella sensibilizzazione e nella formazione del personale della scuola, permettendo non solo un più precoce riconoscimento del DSA, ma anche la messa in atto di misure didattiche adeguate basate sulla comprensione dei meccanismi che lo sottendono. Queste attività richiedono dunque un’attività di formazione e di costruzione condivisa di strumenti, possibilmente in rete con gli operatori sanitari territoriali, al fine di mettere gli insegnanti in condizioni di riconoscere gli indicatori di rischio e di favorire in modo ottimale lo sviluppo delle competenze implicate nell’apprendimento della letto-scrittura e del calcolo.
In questa direzione va il progetto «A scuola di dislessia» per la formazione specifica di insegnanti "referenti DSA" di ogni scuola. Il progetto, nato dalla collaborazione fra l'AID, la Fondazione Telecom Italia e il MIUR, a seguito di un protocollo di intesa triennale sottoscritto nel luglio del 2009, mira a formare una rete di docenti competenti e aggiornati, attraverso una Piattaforma E-Learning, nell'ambiente di apprendimento Puntoedu , nel quale è stato predisposto l’ambiente di formazione "Screening e dislessia", riguardante proposte di attività di sperimentazione per un’identificazione precoce dei DSA per i referenti delle scuole di ogni ordine e grado di tutte le regioni italiane. L’offerta formativa ha come obiettivo lo sviluppo di competenze necessarie per organizzare formazione e/o screening efficaci nelle loro scuole. All’interno della scuola il referente dovrebbe essere, infatti, un punto di riferimento per tutti gli altri colleghi, il coordinatore degli screening, ... ed è curando la propria formazione ed aggiornandola che può effettuare le scelte e le proposte più giuste ed efficaci.
"Il Referente di Istituto - (. .. ) Il referente che avrà acquisito una formazione adeguata e specifica sulle tematiche, a seguito di corsi formalizzati o in base a percorsi di formazione personali e/o alla propria pratica esperienziale/didattica, diventa punto di riferimento all'interno della scuola ... " (MIUR, “Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA”, 2012, pag. 23).
 
Gli strumenti di screening utilizzabili a scuola
Gli screening per 1’individuazione dei DSA possono effettuarsi attraverso

  • test specifici delle relative abilità rivolti direttamente agli alunni, 
  • attraverso la somministrazione agli adulti di riferimento, più comunemente a genitori ed insegnanti, di questionari osservativi o interviste strutturate.

I test di screening per  DSA hanno punti di forza e di debolezza: se si intende misurare gli aspetti disfunzionali neuropsicologici come indicatori forti della presenza del disturbo bisogna ricorrere a prove strutturate, somministrate da personale esperto, che indaghino, anche separatamente, le specifiche abilità di lettura, scrittura e calcolo; di contro, misurare soltanto il livello di lettura, scrittura e calcolo dell’alunno può condurre facilmente a falsi positivi (ansia da prestazione, carenze didattiche o culturali, etc) oppure, soprattutto nelle forme lievi o in soggetti che hanno ben compensato il disturbo, ad avere dei falsi negativi (mancata individuazione del soggetto che presenta il disturbo).

I questionari osservativi sono necessariamente meno specifici, ma hanno il vantaggio di raccogliere informazioni più globali. Sono, inoltre, uno strumento di primo screening più agile ed economico rispetto a prove strutturate somministrate direttamente agli alunni.

Gli screening in età prescolare con prove somministrate ai bambini
Vista l’importanza dell’identificazione precoce, si è sviluppato un filone di ricerca che ha proposto strumenti utili a identificare i segni predittivi di DSA prima dell’ingresso a scuola.
Soprattutto i deficit della consapevolezza fonologica e del linguaggio orale e le iniziali difficoltà di transcodifica vengono ritenuti validi indicatori di rischio. Altri studi hanno identificato la memoria di lavoro come uno dei maggiori indici predittivi delle difficoltà degli apprendi menti scolastici.

  • AWMA (Automated Working Memory Assessment) è un test sviluppato in Gran Bretagna dal gruppo di T.P Alloway (2007), ma in Italia ancora in fase di validazione.
  • CoPS 4-8 - Cognitive Profiling System è un software, sviluppato in Gran Bretagna nel 1996 per la valutazione psicometrica dei bambini in età compresa tra i 4 anni e gli 8 anni e 11 mesi, e validato in Italia (2007, Anastasis, Bologna).
  • BIN 4-6 - Batteria per la valutazione dell'intelligenza numerica.

Si tratta di prove difficilmente applicabili a scuola.

Test sulle abilità di lettura-scrittura e calcolo
Un’altra possibilità è quella di esplorare le abilità scolastiche di base tramite strumenti (potenzialmente somministrabili anche in ambiente scolastico ad una vasta popolazione di soggetti) che osservino le competenze di lettura, scrittura e calcolo, come:

  • Prove MT - 2 per scuola primaria (in due volumi: 1-2° e 3-4-5°) e Nuove prove MT per la scuola media inferiore, per l’analisi della lettura (valutazione della velocità, dell’accuratezza e dell’abilità di comprensione del testo) (Cornoldi e Colpo, 2011, Giunti OS, Organizzazioni Speciali, Firenze) presentazione.
  • Prove MT Avanzate - 2 Prove di Lettura e Matematica (valutazione della velocità, dell’accuratezza e dell’abilità di comprensione del testo, problem solving e calcolo) per il biennio della scuola superiore di II grado (Cornoldi et al, 2010, Giunti OS, Organizzazioni speciali, Firenze).
  • Prove AC-MT per le attività di calcolo e problem solving, tarate dai 6 ai l4 anni (in due volumi: 6-12 e 11-14 anni)(Cornoldi et al., 2011, Erickson, Trento) - esperienza.
  • DDE-2 Batteria per la valutazione della Dislessia e della Disortografia. Evolutiva-2: nuova edizione che permette di valutare il livello di competenza acquisita sia nella lettura sia nella scrittura e può servire al controllo dell’evoluzione di questi due sistemi, proponendosi come mezzo di comunicazione tra operatori e centri di riabilitazione per confrontare diagnosi e risultati dei trattamenti. (Sartori, Job e Tressoldi, 2007, Giunti O. S., Organizzazioni Speciali, Firenze).

Per l'analisi delle competenze ortografiche, ecco alcuni test usati nella valutazione clinica, ma non esclusivamente:

Solo recentemente sono uscite delle prove che valutano anche la componente esecutiva/prassica della scrittura:

Per le abilità di calcolo:

  • Test ABCA - Abilità di calcolo aritmetico. Prove per bambini di 3a, 4a e 5a elementare, da somministrare alla fine dell’anno scolastico (da aprile in poi) o all’inizio dell’anno scolastico successivo (da settembre a novembre) per insegnanti e psicologi (Lucangeli et al., 2003, Erickson, Trento).

Esiste, poi, tutta una serie di strumenti di valutazione utili per verificare il livello di possesso di abilità che risultano essere trasversali all’apprendimento scolastico, come linguaggio, comprensione, motivazione, memoria e abilità metacognitive.
Ad esempio molto utile per gli insegnanti che si trovano di fronte a bambini in difficoltà che cadono nelle abilità trasversali o nell’integrazione delle competenze sono:

  • Nuova guida della comprensione del testo (1-2-3-4): un programma globale, articolato in quattro volumi (tre livelli di schede operative e un’introduzione teorica di prove criteri ali di valutazione) che si propone di aiutare i bambini più piccoli ad acquisire le abilità di comprensione del testo e i ragazzi dagli 8 ai 15 anni a potenziarle (De Beni, et al., 2003, Erickson, Trento).
  • Test SPM - Abilità di soluzione dei problemi matematici: il test con CD allegato è uno strumento specifico di valutazione per l’analisi diagnostica e per scopi educativi e riabilitativi. Abilità di Soluzione dei Problemi Matematici (Lucangeli et al. 2006, Erickson, Trento).

Negli ultimi anni in Italia sono nati diversi progetti per identificare i soggetti a rischio di DSA che si avvalgono di prove computerizzate somministrate direttamente agli studenti e valutabili più rapidamente, migliorando l'accettabilità dello screening e riducendone i tempi:

  • EULEX: un progetto per l'individuazione tempestiva nella scuola di bambini con dislessia e per la messa in atto di una corretta impostazione del loro trattamento nato grazie all’ASPHI ONLUS, che ha coordinato il lavoro insieme a partner come l’Associazione Italiana Dislessia, che ha fornito consulenza scientifica, e la Cooperativa Anastasis, che ha sviluppato il software.
  • Discalculia - Test: test per la valutazione delle abilità e dei disturbi di calcolo - Intelligenza numerica e di calcolo 8 +. Questo software è il primo test informatizzato per la valutazione delle abilità di calcolo in ragazzi dalla terza elementare alla terza media, con prove specifiche riguardanti le seguenti aree: senso del numero, fatti numerici, dettato di numeri, calcolo a mente (Lucangeli et al., 2009, Erickson, Trento).
  • SPILLO (Strumento Per Identificazione Lentezza Lettura Orale, Stella et al., 2011, Anastasis e Giunti Scuola) che consiste nel far leggere un testo prestabilito all’alunno e contemporaneamente segnare su un PC gli errori. Il software calcolerà il numero di errori e il tempo di lettura.
  • AD-DA online è stato creato per tradurre operativamente le linee guida approvate dalla Consensus Conference: il clinico lavora così con la sicurezza di formulare una diagnosi conforme a quanto previsto dalla comunità scientifica, tutelandosi da ricorsi e contestazioni. Il sistema permette di calcolare automaticamente i punteggi dei test Giunti O.S. necessari a fare una diagnosi DSA.
  • Progetto Aprico che comprende sia percorsi di screening che di recupero.

Tutti gli strumenti fin qui elencati si basano su un diretto coinvolgimento degli alunni al fine di misurare le loro abilità. E’ importante utilizzare i test in modo corretto, rispettando le indicazioni che il test propone e la relativa valutazione.

Il questionario osservativo come screening in età prescolare e scolare
Una valida alternativa può essere rappresentata dai questionari osservativi, cioè da strumenti che, attraverso una lista di domande sul comportamento del bambino rivolte agli adulti di riferimento, osservano gli atteggiamenti e le performance del soggetto e forniscono una descrizione delle sue difficoltà ben osservabili e facilmente descrivibili.
Osservazione a cui viene data grande importanza anche dalle Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA, allegate al Decreto ministeriale del 12 luglio 2011 (p. 5-6).
"2. Osservazione in classe (. . .) Alcune ricerche hanno inoltre evidenziato che ai DSA si accompagnano stili di apprendimento e altre caratteristiche cognitive specifiche, che è importante riconoscere per la predisposizione di una didattica personalizzata efficace. Ciò assegna alla capacità di osservazione degli insegnanti un ruolo fondamentale, non solo nei primi segmenti dell'istruzione - scuola dell'infanzia e scuola primaria - per il riconoscimento di un potenziale disturbo specifico dell'apprendimento, ma anche in tutto il percorso scolastico, per individuare quelle caratteristiche cognitive su cui puntare per il raggiungimento del successo formativo.
2.1 Osservazione delle prestazioni atipiche Per individuare un alunno con un potenziale Disturbo Specifico di Apprendimento, non necessariamente si deve ricorrere a strumenti appositi, ma può bastare, almeno in una prima fase, far riferimento all'osservazione delle prestazioni nei vari ambiti di apprendimento interessati dal disturbo: lettura, scrittura, calcolo.
( ... ) Quando un docente osserva tali caratteristiche nelle prestazioni scolastiche di un alunno, predispone specifiche attività di recupero e potenziamento. Se, anche a seguito di tali interventi, l'atipia permane, sarà necessario comunicare alla famiglia quanto riscontrato, consigliandola di ricorrere ad uno specialista per accertare la presenza o meno di un disturbo specifico di apprendimento( .. .)"

Osservazione che viene estesa giustamente anche agli stili di apprendimento, in modo che l'insegnante possa aiutare gli studenti a sfruttare a fondo i propri punti di forza e ad intervenire sui propri punti deboli, adottando opportune strategie.
"2.2 Osservazione degli stili di apprendimento
Gli individui apprendono in maniera diversa uno dall'altro secondo le modalità e le strategie con cui ciascuno elabora le informazioni. Un insegnamento che tenga conto dello stile di apprendimento dello studente facilita il raggiungimento degli obiettivi educativi e didattici. Ciò è significativo per l'argomento in questione, in quanto se la costruzione dell'attività didattica, sulla base di un determinato stile di apprendimento, favorisce in generale tutti gli alunni, nel caso invece di un alunno con DSA, fare riferimento nella prassi formativa agli stili di apprendimento e alle diverse strategie che lo caratterizzano, diventa un elemento essenziale e dirimente per il suo successo scolastico"
.
L’utilizzo dei questionari osservativi rivolti agli insegnanti ed ai genitori per l’identificazione dei segni critici di un disturbo di apprendimento è quindi da considerarsi una procedura valida in pieno accordo con le Linee Guida per i DSA (MIUR 2012), che affermano l’importanza dell’osservazione negli alunni sia delle prestazioni atipiche che degli stili di apprendimento da parte degli insegnanti in tutto il percorso scolastico, già a partire dall’infanzia.
"Il maggior interesse è rivolto alla scuola dell'infanzia e alla scuola primaria, nelle quali è necessaria una maggior e più diffusa conoscenza degli indicatori di rischio e una impostazione del lavoro didattico orientata alla prevenzione. L'attività di identificazione si deve esplicare comunque in tutti gli ordini e gradi di scuola; infatti, sappiamo che tuttora molti ragazzi con DSA sfuggono alla individuazione nei primi anni di scuola, mentre manifestano in maniera più evidente le loro difficoltà allorché aumenta il carico di studio, cioè durante la scuola secondaria e all'università" . L'individuazione tempestiva permette, infatti, la messa in atto di provvedimenti didattici, abilitativi e di supporto, che possono modificare notevolmente il percorso scolastico e il destino personale di alunni e studenti con DSA.
Un progetto italiano di questo tipo per l'identificazione precoce delle difficoltà di apprendimento è l’IPDA, (Terreni et al., 2001, Erickson, Trento): Questionario Osservativo per l'Identificazione Precoce delle Difficoltà di Apprendimento che si avvale di un questionario, composto da 43 item suddivisi in due sessioni (abilità generali e abilità specifiche), che deve essere compilato dagli insegnanti dell’ultimo anno della scuola materna.
Un altro progetto sviluppato all’interno del modulo di ricerca: "Metodologie e tecnologie didattiche per i Disturbi Specifici dell'Apprendimento" del CNR ISAC-UOS di Torino è il Questionario sulle Abilità e gli Atteggiamenti Cognitivi sempre rivolto ai bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia, ma che, a differenza dell’IPDA, coinvolge nell'osservazione di alcune abilità e caratteristiche del bambino, oltre agli insegnanti, anche i genitori.
È intuitivo che la sensibilità di uno screening si incrementa con l’utilizzo contemporaneo di più fonti di informazione. Secondo la Consensus Conference 3 (2011), infatti, per individuare i bambini a rischio di DSA è fortemente raccomandato l’utilizzo contemporaneo di più fonti, quali: l’anamnesi, i questionari ai genitori, le valutazioni/previsioni degli insegnanti, le batterie di screening.
Molto interessante è anche il Questionario RSR-DSA per la rilevazione di difficoltà e disturbi dell’apprendimento, sempre sviluppato dallo stesso gruppo di ricerca del CNR.
È un questionario osservativo, organizzato sotto forma di 2 diverse check-list (per genitori e insegnanti), per Rilevare Situazioni sospette o a Rischio di Disturbo Specifico di Apprendimento, che si avvale di domande dirette a identificare indicatori squisitamente comportamentali predittivi di DSA. Il questionario RSR-DSA consta di circa 50 domande, raggruppate in 9 diverse aree di competenza, in modo da descrivere le capacità scolastiche del soggetto con particolare riferimento alle abilità di lettura, scrittura e calcolo, e da fornire alcune informazioni sulle abilità neuropsicologiche di base (aree di linguaggio, attentivo-mnestica, motorio-prassica, visuo-percettiva), sul comportamento (area comportamentale) e sull' esperienza affettiva correlata all'apprendimento scolastico (area emotivo-affettiva).
Proprio perché i bambini con un DSA sviluppano in genere un personale stile di apprendimento, caratteristiche cognitive specifiche e comportamenti tipici, il questionario si propone di raccogliere informazioni a partire dall’osservazione da parte degli adulti di riferimento.
Il questionario è diversificato per 4 fasce di scolari: primo ciclo della scuola primaria (classi 1e e 2e), secondo ciclo della scuola primaria (classi 3e, 4e e 5e), scuola secondaria di primo grado e scuola secondaria di secondo grado.
Il questionario non può e non vuole avere nessuna valenza diagnostica e può essere utile agli insegnanti per sottolineare eventuali carenze da colmare con interventi didattici di recupero e potenziamento e per mettere a punto strategie adeguate, valorizzando le caratteristiche di ogni allievo. Occorre però precisare che il rilievo di un punteggio di rischio non necessariamente è legato alla presenza di un vero e proprio disturbo destinato a persistere nel tempo. Come in tutti gli screening, è piuttosto un indicatore della presenza di una prestazione atipica, che merita attenzione e può suggerire l'opportunità di avviare un lavoro di potenziamento mirato al superamento della difficoltà.
La materia è comunque in forte evoluzione.